Skip to main content

Home/ Groups/ Media Education
gmariani4

Giovani, nuovi media e socialità: un approccio ecologico - 1 views

  •  
    L'articolo tratta del rapporto tra i giovani, l'uso dei nuovi media e il concetto di sociability inteso come quell'ampio spettro di relazioni sociali che va da quelle più intime degli ambienti familiari a quelle più impersonali dello spazio pubblico, passando per quelle degli ambienti virtuali. Il risultato della ricerca, condotta attraverso un approccio metodologico di tipo ecologico volto a tenere conto del modo in cui i giovani gestiscono le loro attività e le loro interazioni in una pluralità interdipendente di contesti, ha confermato l'ipotesi di ricerca secondo la quale vi è una coesistenza, in larga parte non contraddittoria, tra i vari ambienti relazionali. Sulla base delle evidenze emerse dalla ricerca, condotta su giovani di età compresa tra i 19 e i 25 anni, residenti in città italiane medio-grandi e provenienti da diversi contesti socio-culturali, è possibile affermare che in generale i giovani condividono questo profilo: Sono inequivocabilmente orientati all'uso di internet con modalità d'uso mirate al costante scambio; Prediligono l'uso degli smartphone ad altri mezzi di comunicazione più tradizionali anche grazie alla autonomia spazio-temporale offerta da questi strumenti; Gli usi e i consumi mediali sono fortemente influenzati dalla configurazione identitaria individuale che è il risultato delle caratteristiche socio-demografiche, delle pratiche apprese dalla famiglia e dalla forma di auto-costruzione di appartenenza politico-culturale; Su questo ultimo punto, il diverso grado di auto-consapevolezza rispetto all'uso stesso dei media gioca un ruolo fondamentale. In questo senso i giovani sono al contempo soggetti forti, perché immersi fin dall'infanzia nel nuovo ambiente e in grado di comprenderne le logiche intrinseche, e deboli perché la necessità di coesistenza tra ambiente online e offline richiede competenze non solo digitali, ma anche e sopratutto culturali e sociali ancora da acquisire.
lucamantovani

The Developing Brain in the Digital Era: A Scoping Review of Structural and Functional ... - 1 views

  •  
    L'articolo analizza in modo approfondito gli effetti dell'uso prolungato dei dispositivi digitali, (in particolare smartphone e social media) sul cervello in età adolescenziale, evidenziando come tali pratiche siano associate a modificazioni nel circuito dopaminergico della ricompensa. Secondo gli autori, le attività digitali forniscono stimoli frequenti e gratificanti (like, notifiche, contenuti visivi veloci) che attivano il sistema dopaminergico e rinforzano i comportamenti di ricerca della gratificazione immediata. Questa dinamica può ridurre la capacità di mantenere l'attenzione su compiti che richiedono sforzo prolungato, costanza e autoregolazione, a favore di attività più rapide e ricompensanti sul piano emotivo. Dal punto di vista educativo, tali evidenze pongono una sfida rilevante alla Media Education. Se infatti chiediamo agli studenti di analizzare o produrre contenuti mediali in modo sistematico e riflessivo, la richiesta di concentrazione e profondità cognitiva può entrare in conflitto con le abitudini di attenzione frammentata tipiche della fruizione digitale. Ne deriva che i programmi di Media Education dovrebbero non solo insegnare a leggere criticamente i media, ma anche aiutare i ragazzi a gestire l'uso dei dispositivi in modo consapevole e stimolante, promuovendo strategie di autoregolazione e tempi di disconnessione. Sarebbe inoltre utile includere, nei percorsi educativi, una conoscenza di base dei processi neurobiologici legati al circuito dopaminergico e alla ricompensa: comprendere come il cervello reagisce agli stimoli digitali può rendere gli adolescenti più consapevoli dei rischi di dipendenza e favorire un uso più equilibrato e intenzionale dei media. In questa prospettiva, la Media Education non è solo un'educazione tecnica o critica, ma diventa anche un'educazione neuro-consapevole, che aiuta i giovani a comprendere se stessi e i propri processi di attenzione, motivazione e gratificazione nei media.
cintini

Media education per una consapevolezza indispensabile - 1 views

  •  
    Commento Dall'articolo del 7 aprile 2021 di Paola Matricardi di evince una sottolineatura all'importanza dell'informazione ai media e nei media in quanto nonostante le nuove generazioni siano nate in un epoca digitale e quindi possiamo pure chiamarli nativi digitali, non sempre sanno usare questo grande strumento che è internet e il web. Il web è visto come due lati della medaglia da una parte un pozzo di sapere infinito che ci offre opportunità per colmare lacune, accorciare le distanze e offrire nuovi sbocchi lavorativi; dall'altro la parte oscura un'arma che se nelle mani sbagliate può fare male, si pensi al cyberbullismo al sexting al ricatto che ne può conseguire sia monetario che di immagine pubblica, al furto di identità o alla clonazione di profili internet o addirittura di carte bancarie. Ecco che in questo caso l'educazione ai media ed a usare i media è una cosa non solo necessaria ma obbligatoria in questa era in cui ci troviamo.
giulia_m93

Emotional Distress and Body Dissatisfaction: The Mediating Role of Social Media and Emo... - 1 views

  •  
    Questo articolo, pubblicato il 09/07/2024 sulla rivista Behavioral Sciences, esamina la relazione tra il disagio emotivo e l'insoddisfazione corporea, focalizzandosi in particolare sul ruolo mediatore svolto dall'uso problematico dei social media e dalla regolazione emotiva in tale associazione. Lo studio, condotto a giugno 2022 su un vasto campione di adulti residenti in Spagna, ha dimostrato che l'uso problematico dei social media (ossessione, mancanza di controllo e uso eccessivo) ha un importante ruolo di mediatore e fattore di rischio nella relazione fra il disagio emotivo (depressione, ansia, stress) e l'insoddisfazione corporea. Le conclusioni sottolineano l'importanza fondamentale di educare gli utenti delle piattaforme social sulle strategie di regolazione emotiva per ridurre l'impatto negativo che l'uso problematico dei social media ha sull'insoddisfazione corporea.
mbasso

Avatars inclusivi e costruzione dell'identità digitale ai tempi dell'intellig... - 1 views

  •  
    Articolo del 2024 redatto da Alessandro Barca, PHD in Progettazione e valutazione dei processi formativi e Ricercatore,Chiara Bellotti, Dottore di ricerca in Scienze della persona e della formazione, Maria Concetta Carruba, Dottore di ricerca in Scienze dell'Educazione e pubblicato sulla rivista on line Personae. Scenari e prospettive pedagogiche dal Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione, dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro Il documento esplora il tema della costruzione dell'identità digitale nell'era dell'intelligenza artificiale, con particolare attenzione agli avatar inclusivi e al loro impatto sulle persone con disabilità. L'articolo evidenzia come la costruzione dell'identità personale sia influenzata dalla digitalizzazione e dall'uso di ambienti virtuali, che portano a una soggettività multipla. Gli avatar, come rappresentazioni digitali, permettono agli individui di esplorare vari aspetti del proprio sé; gli avatar inclusivi consentono di superare barriere sociali e affermare l'identità in modo significativo. Le scoperte della ricerca sottolineano l'importanza della formazione continua dei docenti per integrare le tecnologie digitali nel processo educativo e promuovere competenze socio-emotive e garantire che tutte le persone possano partecipare equamente alla società digitale. Gli studi mostrano che una preparazione adeguata aumenta la fiducia degli insegnanti nell'uso di avatar e tecnologie correlate.
irenezara

Ripensare le mappe argomentative nei nuovi contesti multimodali: una revisione narrativ... - 3 views

  •  
    In questo articolo del 2022, Francesca Crudele e Juliana Raffaghelli, analizzano, attraverso lo "snowball sampling", la necessità di creare strumenti a sostegno delle competenze argomentative e del pensiero critico, adattati ai contesti della nuova società post-digitale. Nel contesto attuale, è fondamentale un coinvolgimento attivo e critico con la società, ma non sempre siamo in grado di elaborare le informazioni disponibili e riflettere adeguatamente. Questo è particolarmente evidente con l'avvento dei new media, che hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare. Sebbene l'accesso e la diffusione delle informazioni siano diventati più semplici, serve una nuova "alfabetizzazione" per utilizzare i media in maniera critica. Tuttavia, le attuali strategie didattiche rimangono legate a informazioni statiche. Con l'emergere di contesti dinamici, l'educazione deve essere ripensata attraverso approcci innovativi, come l'uso di mappe argomentative adattate a dei testi dinamici. A partire da queste riflessioni, una revisione narrativa della letteratura ha evidenziato quattro concetti chiave: a) la logica argomentativa, dal parlato allo scritto; b) le mappe argomentative come supporto al pensiero critico; c) l'evoluzione del testo argomentativo, da analogico a multimodale; d) new media e alfabetizzazione digitale. Questa analisi ha contribuito a definire una cornice epistemologica per future ricerche, inclusa quella dottorale al centro dello studio. I risultati evidenziano l'importanza dell'argomentazione nella società post-digitale e suggeriscono un'indagine empirica sull'utilizzo delle mappe argomentative per promuovere la digital literacy.
deboramoretto

Educazione ai media, come salvare gli studenti dagli algoritmi dell'ignoranza - Fo... - 0 views

  •  
    Sull'importanza ed urgenza di insegnare a "leggere" sul web per distinguere contenuti attendibili da false notizie, cercando di evitare che i ragazzi passino da un sano pensiero critico ad un insano scetticismo fondato sull'idea che tutti mentano sempre.
mariaclotildespa

I Fabbisogni di Alfabetizzazione mediatica e digitale - Report di Ricerca Luglio 2025 - 5 views

  •  
    Il nuovo rapporto AGCOM sui fabbisogni di alfabetizzazione mediatica e digitale in Italia fotografa con chiarezza una preoccupazione diffusa:
ana_ermakova

Media Literacy's Role in Democratic Engagement and Societal Transformation among Univer... - 3 views

  •  
    L'articolo mostra come la media and information literacy (MIL) favorisca il pensiero critico, la partecipazione politica e l'empowerment tra studenti universitari sudafricani, evidenziando il legame con la cultura partecipativa (Jenkins) e l'accesso democratico all'informazione politica tramite i social (Castells). Dall'indagine tra studenti emerge che la MIL è percepita come il primo passo verso la consapevolezza e il pensiero critico, fondamentali per l'impegno democratico e il cambiamento sociale. Le competenze chiave includono analisi critica, creatività, etica e abilità digitali. Si sottolinea l'evoluzione della MILE da semplice strumento di contrasto alla disinformazione (Buckingham) a leva per l'empowerment civico e la cittadinanza informata. Viene inoltre evidenziata l'importanza di riconoscere la costruzione mediale degli eventi attraverso processi di framing. La MIL può includere soggetti marginalizzati, ma il digital divide resta un ostacolo. Tuttavia, l'empowerment richiede non solo competenze, ma anche la percezione soggettiva di poter agire (Martini, Sequi). Sebbene la ricerca si concentri su studenti africani, i concetti e i risultati sono rilevanti anche in altri contesti globali.
mariaclotildespa

Genitori zerosei anni e tecnologie tra percezione d'uso e datificazione: i trend nei Ra... - 1 views

  •  
    Negli ultimi anni il rapporto tra famiglie con bambini 0-6 anni e tecnologia è cambiato profondamente. Non parliamo più di una scelta opzionale, ma di qualcosa di strutturale: siamo davvero dentro la fase della "famiglia postdigitale", dove il digitale è parte della vita di tutti i giorni, quasi inevitabile  si nota più la sua assenza che la sua presenza! Questa trasformazione non è però uguale per tutti. I dati mostrano una polarizzazione crescente: da un lato chi riesce a sviluppare un rapporto più autonomo e consapevole con la tecnologia, dall'altro chi la vive come un obbligo o una costrizione. E proprio tra i genitori di bambini piccoli si vede che la sensazione di dipendenza è di nuovo in crescita, perché il digitale diventa indispensabile per organizzare tempi e impegni familiari. Ci sono differenze generazionali e territoriali: i genitori più giovani la usano come strumento pratico e organizzativo, quelli più grandi la vedono anche come mezzo di connessione sociale. Al Nord la transizione sembra più equilibrata, mentre al Centro e Sud emergono più spesso percezioni di conflitto e dipendenza. Un altro tema che trovo centrale è la diffusione di dispositivi connessi in casa, dagli smart speaker agli elettrodomestici gestiti via app. Se da un lato semplificano la vita, dall'altro raccolgono dati in modo continuo e spesso invisibile. Da qui la domanda: siamo noi ad "addomesticare" gli schermi e la tecnologia o sono loro ad addomesticare noi? Credo che la sfida, come suggeriscono le ricerche, sia accettare che il digitale fa parte del quotidiano e imparare a gestirlo in modo consapevole, approfondendo i temi legati alla media education e di conseguenza alla media literacy. Questo è ancora più vero quando si tratta di bambini piccoli. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di dare un senso educativo alla sua presenza. Preparare i genitori in modo che crescano adulti consapevoli, inseriti, capaci di guidare con la tecnologia e
emanuelec

Forme narrative sui Social Media - 5 views

  •  
    In questo articolo di Nicola La Sala, viene posto l'accento sulla diffusione progressiva delle varie tipologie di narrazioni, con il contributo soprattutto dei social media. Questo fenomeno non può definirsi positivo nella sua globalità, dato che come suggerisce il famoso detto "il troppo stroppia". Vengono prese in considerazioni tematiche come la condizione di solitudine dell'uomo ed il binomio narrazione - social media che trova una sua base nel narcisismo, con la condivisione quasi compulsiva di ogni aspetto della propria quotidianità. Non di rado, la tensione partecipativa che si percepisce (che ha anche diversi pregi), mostra lati negativi come narrazioni chiuse, con il totale disinteresse dell'opinione altrui e la semplificazione di quella che è la realtà. Purtroppo non si tiene più conto delle fonti di una notizia e di conseguenza la distorsione del pensiero diviene un fenomeno fin troppo diffuso. Il problema più grave consiste nell'assenza di controargomentazioni riguardo alle fake news. Le narrazioni vogliono creare un legame di grande reciprocità ma quando queste assumono l'aspetto delle "hate speech" (incitare all'odio e alla violenza), viene meno il nobile fine. Viene suggerito come si debba recuperare la centralità dei contenuti, restituire valore all'identità di chi narra, di anteporre il rispetto di ognuno alla superficialità ed alla banalizzazione e di non anteporre, invece, il medium al suo contenuto. Non si può vivere di un racconto, di una narrazione, piuttosto che di un'esistenza.
mbasso

Social Media and Youth Mental Health - 0 views

  •  
    Il testo riporta un avviso pubblicato dalla Surgeon General, che richiama l'attenzione del popolo americano su un problema urgente di salute pubblica, esprimendo crescenti preoccupazioni sugli effetti dei social media sulla salute mentale dei giovani. Nel testo viene richiamata l'attenzione sul rischio insito nel rendere disponibili piattaforme progettate per adulti, in modo "non supervisionato", a bambini e adolescenti. Uno studio longitudinale su adolescenti statunitensi di età compresa tra 12 e 15 anni (n=6.595), ha evidenziato una correlazione tra un uso dei social media superiore a 3 ore al giorno da parte di adolescenti ed effetti dannosi sulla salute mentale, inclusi sintomi di depressione e ansia. Un piccolo studio, inoltre, effettuato su giovani in età universitaria, ha rilevato che limitare l'uso dei social media a 30 minuti al giorno per tre settimane ha prodotto miglioramenti significativi in termini di gravità della depressione. L'avviso della Surgeon General richiama l'attenzione anche sull'influenza nefasta esercitata da contenuti estremi e inappropriati, diffusi da piattaforme troppo facilmente accessibili da bambini e adolescenti. Alcuni casi di suicidio sono stati infatti collegati a contenuti pubblicati sui social media, istiganti all'autolesionismo e all'assunzione di rischi. Questi studi hanno anche evidenziato che mostrare questi contenuti può anche avere l'effetto di normalizzare comportamenti aberranti, anche attraverso la formazione di patti suicidi e la pubblicazione di modelli di autolesionismo da seguire per gli altri
tonettimartina

Tecnologie digitali e apprendimento attivo - 6 views

  •  
    L'articolo esplora come le tecnologie possano favorire un apprendimento attivo, coinvolgente e orientato alla costruzione di competenze concrete. Partendo da esperienze innovative come l'uso di applicazioni per lo studio della fisica attraverso simulazioni e modelli virtuali, si evidenzia il potenziale dei nuovi media nel rendere l'apprendimento più dinamico e significativo. Un punto interessante dell'articolo è il legame tra l'utilizzo delle tecnologie e l'approccio attivo alla conoscenza, che supera il modello tradizionale e passivo della lezione frontale. L'apprendimento attivo, infatti, permette di consolidare le conoscenze teoriche tramite esperienze pratiche che stimolano i sensi e coinvolgono direttamente lo studente. Estendere questo approccio oltre le discipline scientifiche potrebbe rivoluzionare l'intero sistema educativo. Per esempio, immagino l'utilizzo di applicazioni e simulatori immersivi che consentano agli studenti di discipline come storia o letteratura di "vivere" le epoche studiate attraverso ambienti virtuali, o agli studenti nell'abito del diritto di partecipare a processi simulati. In un contesto più pratico, queste tecnologie potrebbero essere sviluppate per creare una sorta di "alternanza scuola-lavoro virtuale" che venga valutata esattamente come un test o una interrogazione. Questi strumenti consentirebbero agli studenti di sviluppare un pensiero critico, poiché li costringerebbero a prendere decisioni e valutarne le conseguenze in un ambiente protetto, inoltre prepara i giovani al mondo del lavoro. Questo richiede formazione per gli insegnanti, progettazione pedagogica che tenga conto delle reali esigenze formative e la alla creazione di applicazioni interattive ad hoc che permetterebbero agli studenti di simulare mansioni specifiche dei loro futuri ambiti lavorativi.
  •  
    L'articolo in questione evidenzia come le tecnologie possano favorire un apprendimento attivo e coinvolgente. Lo scenario educativo attualmente viene attraversato da una profonda trasformazione, alimentata dall'evoluzione delle tecnologie digitali; emerge infatti l'esigenza di rivalutare le metodologie didattiche tradizionali, orientandosi verso approcci che promuovano un apprendimento attivo, coinvolgente e focalizzato sullo sviluppo di competenze e partecipazione attiva. Un esempio ritenuto fondamentale in questa trasformazione è rappresentato dall'integrazione e dall'utilizzo di strumenti digitali nello studio di discipline scientifiche quali la matematica o la fisica. L'utilizzo di simulazioni interattive e modelli virtuali offrono agli studenti la possibilità di visualizzare concetti astratti e di sperimentare attivamente. Questo approccio si allontana dal modello passivo della lezione frontale, in cui l'apprendimento è spesso confinato alla ricezione di informazioni tramite un apprendimento meccanico, ripetitivo di nozioni, ritenuto spesso più veloce ma anche poco efficace nel lungo periodo. Il vero punto di svolta si basa quindi, nel legame tra l'impiego delle tecnologie e l'utilizzo di una didattica attiva. L'apprendimento attivo si fonda sull'esperienza diretta e sul coinvolgimento multisensoriale dello studente attraverso l'utilizzo di strumenti, la manipolazione virtuale o/e la risoluzione di problemi. Gli studenti in questo modo non solo acquisiscono informazioni, ma costruiscono attivamente la propria comprensione del mondo, imparano "come" e non "cosa". Questo approccio risulta molto potente e si estende in diversi ambiti, ad esempio, attraverso l'utilizzo di applicazioni e simulatori per consentire agli studenti di storia e letteratura di "immergersi" virtualmente in epoche passate o in contesti narrativi, vivendo in prima persona gli scenari studiati. Inoltre, le tecnologie digitali potrebbero essere sfruttate per colmare
aviggiano1

Il sistema scolastico estone - 2 views

  •  
    Il presente articolo, scritto da Carolina Maurizio e pubblicato il 04/11/2024 presso "DYNAMIS, rivista di filosofia e pratiche educative", espone le caratteristiche del sistema scolastico estone. Questo sistema scolastico è caratterizzato da una prospettiva profondamente innovativa, si parla di un' istruzione prescolare, istruzione di base, secondaria e professionale gestita dai governi locali e prevalentemente gratuita. Nel 2021 il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca estone ha pubblicato un documento che ha ridefinito gli aspetti pedagogici e le prospettive del sistema scolastico che mirano ad un'educazione incentrata sullo sviluppo del singolo e sulla digitalizzazione della didattica. Mira ad una formazione continua degli insegnanti che in un rapporto di scambio con gli allievi permettono una continua crescita, sono previsti da parte di essi feedback orali ed immediati per permettere un migliore l'apprendimento. La scuola estone punta ad adottare un approccio olistico all'istruzione extrascolastica, concependola come un processo che dura tutta la vita ed in relazione al contesto sociale; gli studenti hanno la possibilità dunque di progettare il loro apprendimento in base alle proprie capacità ed esigenze. Sono supportate competenze digitali per gli insegnanti e gli studenti che sono ampiamente utilizzate ed integrate da strumenti di autovalutazione e da diverse iniziative di sviluppo professionale.
chiarafamoso00

Media education and the limits of "literacy": Ecological orientations to performative p... - 8 views

  •  
    L'articolo parla dell'importanza della media literacy, specialmente in un periodo in cui ci sono sfide come la disinformazione e il negazionismo. Sottolinea che, mentre le discussioni sulla media literacy possono aiutare le persone a proteggersi e a sentirsi empowerate, tendono a concentrarsi troppo sulle azioni individuali. Gli autori propongono un nuovo approccio, chiamato "ecologia dei media civici", che considera anche le interazioni tra diversi attori, sia umani che non umani, che influenzano i media. Questo approccio arricchisce la media literacy tradizionale, aiutando a comprendere meglio come funzionano i processi di produzione e consumo dei media,
rosalinda82

COMUNICAZIONE CROSSMEDIALE E COMUNICAZIONE TRANSMEDIALE - soundPR - 2 views

  •  
    Lo storytellig è un nuovo modo di approcciarsi al pubblico, per cercare di diversificare le modalità di raccontare un evento, una storia, un film, un libro, in generale qualcosa che si ha la necessità di far conoscere. La comunicazione crossmediale fa si' che la "storia" venga resa all'uditore su canali diversi, analogici o digitali. La comunicazione transmediale fa si che si creino del contenuti coinvogenti per lo spettatore, ad esempio l'uso di un'app per giocare, completare o partecipare al topic proposto. Sfrutta il principio di performance di Jenkins: le personevanno coinvolte.
eleonorabottari

Le controversie del rapporto dell'educazione con i nuovi media - 3 views

  •  
    Questo testo si concentra sul rapporto tra educazione e nuovi media e fa comprendere che è stato controverso fin dall'antichità. Lo mostra , ad esempio, attraverso l'iniziale citazione di Platone in una lettera per Socrate. Quest'ultima parla dei motivi per cui l'apprendimento attraverso i media possa essere fuorviante e poco efficace, in quanto si concentra troppo sulle forme superficiali piuttosto che sulle forme reali che rivolgono lo sguardo alla mente e che stimolano dunque l'intuizione. Un altro punto focale su cui si concentra questo testo è che è cambiata la nostra antropologia i cui nuovi tratti caratterizzanti sono: la realtà virtuale in cui il rischio è quello di non distinguere più la realtà fittizia dei media da quella reale; identità e spersonalizzazione per cui si ha un io più estroverso che comunica le sue questioni più intime a tutti, ma che poi rischia di non sapersi relazionare in presenza; superficie-profondità per cui l'educatore teme che l'uomo nuovo sia rapido ad apprendere ma superficiale. Da questi due passaggi si potrebbe dedurre che l'unica possibilità per l'educazione sia di umanizzare media e i processi individuali e sociali. Secondo la dottoressa Wolf ciò che è importante per l'apprendimento del bambino è quello di far coesistere le due "lingue" assieme ovvero ciò che ha a che fare con la cultura del libro e ciò che ha a che fare con la cultura del computer. Anche lo studioso Silverstone dà un suo parere a riguardo e conia il termine mediapolis che descrive la società attuale in cui i media ricoprono un ingrediente quotidiano e non si ha più una scelta di integrazione nelle proprie vite. Questa analisi mira a far comprendere il lato un po' più controverso dei media e del rapporto che essi hanno con l'educazione, ma al tempo stesso come essi possano convivere all'interno della società di oggi.
steleti2002

(PDF) Comunicazione ed educazione nell'era dei nuovi media | david kraner - Academia.edu - 3 views

  •  
    L'articolo pone l'accento sul dilemma degli insegnanti di utilizzare o meno i media digitali. La comunicazione didattica richiede una certa padronanza di utilizzo di questi media: da una parte abbiamo gli insegnanti che a volte sono impreparati e a disagio, dall'altra gli studenti che sono sempre connessi con i social network ma sempre più distratti e con meno capacità di concentrazione. Da qui nasce il quesito: le applicazioni, le nuove tecnologie possono essere un supporto che aiuta o un ostacolo che ha deformato i nostri cervelli e comportamenti? Si parla di quarta ondata della comunicazione, ovvero Internet, preceduta dalla scrittura, la stampa, l'editoria, la radio e la televisione che inevitabilmente hanno influenzato la cultura e la società. Ognuno di questi strumenti ha cambiato anche i modelli di apprendimento però il problema è sempre all'inizio, perché non si conoscono le esperienze pregresse né tanto meno gli effetti negativi. La responsabilità di un educatore è il continuo aggiornamento dei contesti nei quali i ragazzi oggi vivono, e produrre dei contenuti, programmi e metodologie utilizzando le nuove tecnologie.
rmaracchioni

Digital media consumption and fake news as a challenge to lifelong learning - 3 views

  •  
    Nell'articolo di Susanne Shumacher e Barbara Gross si evidenzia come il pensiero critico e l'alfabetizzazione digitale siano competenze chiave nell'era dell'informazione, cruciali per combattere la disinformazione e promuovere un'educazione efficace e duratura. Nello specifico la ricerca pone un forte accento sull'importanza dell'alfabetizzazione digitale come parte integrante dell'apprendimento permanente (lifelong learning): è fondamentale ricordare che l'alfabetizzazione digitale dura per tutta la vita e non si esaurisce in un singolo periodo di formazione. Si parla infatti di un percorso di sviluppo continuo, necessario per affrontare le sfide poste dai cambiamenti rapidi della società e della cultura digitale, che coinvolge gli studenti ma anche e soprattutto gli insegnanti. Le autrici, Susanne Schumacher e Barbara Gross, sono ricercatrici attive nel campo dell'educazione mediale e dell'alfabetizzazione digitale presso l'università di Bolzano. Hanno collaborato in studi e pubblicazioni sul tema dell'educazione civica digitale, in particolare focalizzandosi su come affrontare la disinformazione e le fake news nel contesto educativo. Il loro lavoro si concentra sulla necessità di promuovere l'alfabetizzazione mediale e lo sviluppo di competenze critiche nei giovani, per prepararli a navigare in un ambiente digitale complesso e in continua evoluzione. Barbara Gross è nota per diversi studi sull'educazione multiculturale e il multilinguismo (https://www.tu-chemnitz.de/phil/ipp/jun_prof/professur/inhaber.html.en) e Susanne Shumacher per approfondimenti di natura pedagogica anche sulla formazione degli insegnanti (testo in tedesco ma facilmente traducibile con facili strumenti on line https://mediarep.org/server/api/core/bitstreams/da639d6f-f72f-455e-bf50-f0a536ec8ed8/content).
saradimartino97

Ambienti di apprendimento innovativi - Una panoramica tra ricerca e casi di studio - 7 views

https://www.researchgate.net/profile/Elena-Mosa/publication/301601802_Ambienti_di_apprendimento_innovativi_-_Una_panoramica_tra_ricerca_e_casi_di_studio/links/571bddbd08ae6eb94d0d69ee/Ambienti-di-a...

ambienti di apprendimento innovazione nuovi metodi didattica scuola

started by saradimartino97 on 18 Nov 24 no follow-up yet
1 - 20 of 937 Next › Last »
Showing 20 items per page