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nicola poletti

Data visualisation DIY: our top tools | News | guardian.co.uk - 1 views

  • Google fusion tables

    This online database and mapping tool has become our default for producing quick and detailed maps, especially those where you need to zoom in. You get all the high resolution of google maps but it can open a lot of data - 100mb of CSV, for instance. The first time you try it, Fusion tables may seem a little tricky - but stick with it.

  • Tableau Public

    If you don't need the unlimited space of the professional edition, this is free - and means you can make pretty complex visualisations simply and easily with up to 100,000 rows. We use it when we need to bring different types of charts together - as in this map of top tax rates around the world, which also has a bar chart too.

  • After something simple - like a bar or line chart, or a pie chart? You'll find that Google spreadsheets (which you create from the documents bit of your Google account) can create some pretty nice charts - including the animated bubbles used by Hans Rosling's Gapminder. Unlike the charts API you don't need to worry about code -
  • ...3 more annotations...
  • Having said that, there is a simplicity and beauty to its bubble charts that no-one else has matched - and the word link graphic which we used below is a very useful way of showing how language links together. It's also linked to the Wordle site - which although now deeply unfashionable with designer types - is still a lovely way to show word frequency (if not much else).
  • Not, strictly speaking, a visualisation tool, Color Brewer - originally designed with federal funding and developed at Penn State - is really for choosing map colors, and is worth spending some time with if plan to make many more.
  • it's also worth checking out this DailyTekk piece which has even more options. The ones above aren't the only tools, just those we use most frequently. There are lots of others out there too, including:

    Chartsbin A tool for creating clickable world maps
    iCharts Specialises in small chart widgets
    Geocommons Shares data and boundary data to create global and local maps

    Oh and there's also piktochart.com, which provides templates for those text/numbers viz there are a lot of around at the moment.

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    What data visualisation tools are out there on the web that are easy to use - and free? Here on the Datablog and Datastore we try to do as much as possible using the internet's powerful free options.
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    Did you try the free version of http://batchgeo.com/features ?
    Do you have experience with Google fusion tables ?
nicola poletti

Data Dealer. Legal, illegal, whatever. | English - 1 views

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    On his way to become the world's most powerful data tycoon the player obtains data from a variety of sources - be they legal or illegal - and forms strategic alliances with other players. The Data Dealer´s growing empire has to be defended from various threats, such as competing players trying to hack into the database, complaining citizens, critical media and privacy activists.

    The project deals with questions as: Which personal data is available? Who collects this data? What are their intents? What could it be used for?
nicola poletti

L'arrondissement du Plateau-Mont-Royal - Rééquilibrez le budget à votre guise - 1 views

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    Oh my god...When will we learn??
nicola poletti

La rivoluzione che serve all'Italia si chiama open gov [Buongiorno wikitalia!] | Riccar... - 3 views

  • Il governo-wiki, ovvero l’amministrazione che prende a modello ed utilizza gli strumenti collaborativi usati per esempio ogni giorno da migliaia di estensori anonimi e volontari di Wikipedia, è ormai oggetto di discussioni tutt’altro che accademiche; e la Wikicrazia (termine lanciato un paio di anni fa da un dirigente dell’Unione Europea ad un barcamp di hacker in Danimarca e poi adottato da Alberto Cottica per intitolare un libro fondamentale sul tema), è molto più dell’ultima nuova idea: per molti è l’unica via per ridare slancio all’azione di governo al tempo di Internet.
  • La stessa che consentì ad un gruppo di hacker di mettere su in poche ore e gratuitamente Katrinalist, un sito che aggiornava in tempo reale la lista dei sopravvisuti all’uragano di New Orleans, mentre il governo Bush annaspava.
  • grazie alla progressiva diffusione della banda larga e all’inevitabile arrivo al potere di una generazione di nativi digitali, è convinzione comune che entro il 2020 “le forme di cooperazione online accresceranno la disponibilità di governi, aziende, istituzioni ed organizzazioni no-profit a recepire e soddisfare più apertamente le necessità della popolazione” (conclusione del report 2010 della Elon University e del Pew Research Center).
  • ...6 more annotations...
  • Al giorno d’oggi, per la pubblica amministrazione limitarsi ad avere dei siti dove i cittadini possono ottenere informazioni e richiedere certificati senza fare la fila vuol dire offrire sì un servizio utile (che pure in Italia stenta a decollare), ma in definitiva significa usare solo una parte infinitesima della potenza della rete non risolvendo il problema della modesta qualità media delle decisioni politiche.
  • ci sono due condizioni da soddisfare, e un requisito. La prima condizione è adottare la trasparenza radicale. I palazzi della politica, che siano parlamenti, consigli regionali o municipali, devono diventare palazzi di vetro dove ciascun cittadino possa guardare dentro e concludere che non ci sono trucchi o inganni. Poter sapere in tempo reale o quasi cosa fanno i nostri rappresentanti nelle assemblee elettive e negli organi esecutivi, se sono presenti, per cosa hanno votato, quali interventi hanno fatto, non è uno strumento informativo per le lobbies o un’arma nelle mani di chi odia la casta. E’ il presupposto indispensabile
  • La seconda condizione è liberare i dati. L’Open Data, ovvero la disponibilità dei dati pubblici in formati adeguati alla consultazione e alla elaborazione, è un passaggio essenziale per favorire la partecipazione creativa. Un lavoro creativo sui dati serve non solo a svelare fenomeni complessi contribuendo a darne una lettura diversa, ma è lo strumento per creare applicazioni che offrano servizi utili al cittadino
  • “è un riconoscimento del fatto che la creatività e l’ingegnosità del nostro popolo sono molto superiori a quella di chiunque lavori a Washington”.
  • commento in tempo reale ad una delibera in discussione, la segnalazione di un disservizio (è il caso di fixmystreet o seeclicfix), e persino la partecipazione ad un gruppo di discussione per elaborare una soluzione complessa o un progetto. Ma perché ciò avvenga c’è un requisito essenziale: la tecnologia deve essere facile.
  • Si tratta di convogliare quella voglia di partecipare, dalla campagna elettorale alla amministrazione quotidiana della città. La tecnologia in gran parte già esiste e costa poco. Gli sviluppatori di software in Italia sono tanti e bravi.
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    Molto interessante. Grazie Nicola. Dovremmo mandarlo in "giro" negli ambienti politici e amministrativi per l'open gov....
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    il sito 'wikitalia' in realtà si rivolge principalmente ai Comuni, ma secondo me ci potrebbero essere molte informazioni utili nascoste anche nei dati del Servizio Sanitario...Let's set our data free!
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    Great finding Nicolas! If you guys want more about open data or open gov you can check my Diigo library with tags like : opendata, open, government, egovernment, etc.
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