Abbiamo detto mai più coalizioni che si compongono solo per battere l’avversario e a questo obiettivo sacrificano la chiarezza e la credibilità del programma di governo. Una scelta che ha avuto ed ha per noi il valore di una scelta strategica. Dirò di più: di un principio costitutivo del partito nuovo che abbiamo messo in campo. Ho avuto modo di definirla, una volta, una scelta “anti-machiavellica”: per noi la politica non esaurisce il suo significato nella lotta per la conquista e la conservazione del potere.
Questa è semmai la sua dimensione tecnica, che Machiavelli ha insegnato a non trascurare. Ma il significato della politica, il suo valore umano, il suo spessore etico, sta nel mettere insieme le idee e le forze, in un unico, inscindibile sistema, volto ad intervenire nella storia umana, per ridurre la peraltro mai compiutamente eliminabile presenza in essa del male, del dolore, della violenza, dell’ingiustizia, della sopraffazione. E a piegarne umanisticamente il corso verso mete, certo parziali e mai irreversibili, di pace, di libertà, di giustizia, di sviluppo, di moltiplicazione delle opportunità per il maggior numero di esseri umani, di diritti civili riconosciuti ad ognuno, dentro società che considerino le differenze una ricchezza, rispettino le scelte di ognuno e si oppongano a qualunque forma di discriminazione e di intolleranza.