ROMA - Decifrato il mistero del dejà-vu: questa sensazione quasi
onirica potrebbe insorgere per una specie di 'interferenza' tra certi
neuroni del centro dei ricordi (l'ippocampo) deputati a memorizzare e
rievocare luoghi o esperienze somiglianti ma diverse tra loro,
permettendoci di distinguerle. Tale meccanismo di memorizzazione di
luoghi simili ma con piccole differenze tra loro dietro cui sembra
nascondersi l'origine del dejà-vu è stato appena scoperto in uno
studio diretto dal Nobel per la Medicina 1987 Susumu Tonegawa del
Massachusetts Institute of Technology a Boston.
Secondo la ricerca, pubblicata oggi sulla rivista Science, in una
regione dell'ippocampo si crea quasi una sorta di 'stampa fotografica'
di ogni luogo visitato, utile per riconoscere 'al volo' differenze tra
luoghi simili e sapere subito dove ci troviamo. Se questo meccanismo
per distinguere luoghi simili 'entra in confusione', ipotizza il
Nobel, si avverte la sensazione di essere già stati in un luogo in
realtà per noi nuovo.




This time, it's going to be different.